“Astrattismo Classico” allo Spazio Dinamico Arte

Una nuova galleria che propone una mostra dedicata a Astrattismo Classico è un’importante occasione di riflessione sulla storia dell’arte fiorentina del secondo Novecento . La mostra, che ha presentato una scelta significativa di opere di tre esponenti del movimento quali Vinicio Berti, Gualtiero Nativi e Mario Nuti, è nata dalla necessità di rivisitare da un punto di vista storico critico un gruppo di artisti che hanno avuto forse un non del tutto adeguato riconoscimento storico critico. “Astrattismo Classico” fu un gruppo di artisti fiorentini che si formò nell’immediato dopoguerra ispirato al fervore di rinnovamento nello spirito della liberazione e della ricostruzione, parallelo ai movimenti di Forma 1 di Roma e MAC di Milano con i quali fu in contatto e ne condivise alcune istanze. La pittura di tipo astratto rappresentò per Vinicio Berti e per i suoi sodali uno strumento di lotta, un gesto dalla specifica valenza etica ed educativa. Gli astrattisti fiorentini condannavano le derive della pittura figurativa, considerata distante dall’utopica volontà di cambiamento delle classi popolari, alle quali gli artisti appartenevano e dalle cui istanze traevano ispirazione. Il ricorso alle forme geometriche elementari e al colore puro, steso in maniera omogenea sembrava in effetti rispondere all’esigenza di formulare un codice visivo efficace e universale in un contesto apparentemente isolato come quello fiorentino.Un contesto che fu comunque fondamentale per l’originale rilettura del razionalismo rinascimentale che gli astrattisti classici intendevano proporre attraverso un linguaggio, per certi versi, in linea con le avanguardie costruttiviste.
La stagione di “Astrattismo Classico” fu tuttavia breve. Già dopo il 1950 per gli astrattisti,
in contrasto con il conservatore ambiente culturale fiorentino e con i responsabili delle
politiche culturali del Partito Comunista, ispirate ai dettami sovietici del realismo socialista, iniziò una nuova fase creativa,condotta in sostanziale autonomia. Ciascuno di loro continuò un percorso artistico importante, in linea con quanto scritto nel manifesto dell’Astrattismo Classico.

La mostra che si articolava in una buona scelta di opere ha provocato un ampio dibattito sia al vernissage che al finissage. Un dibattito che ha rivelato un significativo interesse sulle vicende artistiche fiorentine della seconda metà del Novecento. Un successo che premia l’iniziativa di una nuova galleria che sembra intenzionata a percorrere con altre esposizioni una linea di ricerca , inaugurata con un eccellente approccio storico critico.

 

Recensione del dott. Alessandro Lazzeri, storico dell’arte e giornalista

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