Mino Maccari “Sempre Selvaggio”

L’associazione Spazio Dinamico Arte è lieta di inaugurare sabato 1 aprile a partire dalle ore 18,00 presso la nostra sede, la mostra dedicata al maestro Mino Maccari. L’esposizione rimarrà aperta fino a domenica 23 aprile. Durante la presentazione potrete ammirare le opere dell’artista senese e alcune riproduzioni degli scritti de “Il Selvaggio”. All’evento saranno presenti: Prof. Nicola Nuti, il presentatore televisivo Claudio Iozzelli e il critico d’arte Alessandro Lazzeri.

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“Ho poche idee, ma confuse” disse in una celebre frase Mino Maccari pronunciata ad Ennio Flaiano trascritta poi sui suoi Diari Notturni. Da questa piccola frase si intuisce la poliedricità di Mino Maccari. Non molto convinto di definirsi un’artista vero e proprio forse perché non ricopriva solo quella veste; egli è stato un giornalista ma anche abile incisore. La dimostrazione la possiamo trovare già nel 1924 quando inizia a collaborare con la rivista “Il Selvaggio” che poi dirigerà dal 1926 e la cui redazione si sposterà insieme all’artista: a Firenze, a Siena, a Torino, a Roma. Le firme presenti ne “il Selvaggio” sono di prestigio assoluto: Mario Tobino, Renato Guttuso, Carlo Carrà, Vitaliano Brancati, Ottone Rosai, Ardengo Soffici, Giorgio Morandi. La rivista è parte integrante della sua vita; qui, infatti, sono pubblicate le sue incisioni caricaturali e satiriche, quasi una sua proiezione: dichiaratamente fascista, intransigente, spavaldo, rivoluzionario e antiborghese. La rivista diventerà, poi, la sede della sua critica al regime riassunta nel celebre articolo di fondo “Addio al passato”, del 1926, in cui dichiara pubblicamente la sua dissidenza al fascismo. La ricerca grafica però di Mino Maccari non finisce con “Il Selvaggio” ma prosegue fino a diventare illustratore per altre riviste come “L’Italiano”, “Omnibus” e “Il Mondo”. Il maestro senese è ricordato per il tono feroce della satira. Le tematiche sono molteplici: la politica in primis, è al centro dei suoi pensieri: essa viene espressa attraverso segni graffianti e rappresentata con figurazioni grottesche. Maccari è anche un ottimo osservatore degli usi e costumi della nostra società. Alla sua attenzione non sfuggono figure quotidiane come il soldato, i commendatori, gli avvocati, e soprattutto le donne. Figure umane dunque sempre protagoniste e che, molto spesso, mettono a nudo le meschinità e le ipocrisie di un costume sociale largamente diffuso. Non per nulla dal suo bagaglio culturale e grafico sono escluse le vie dell’astratto e dell’informale; le nature morte e i paesaggi lo tentano ma non lo attraggono. “Per una specie di ossessione non dipingo che figure” ripeteva Maccari. Sono immagini piene di invenzioni estrose al limite del caricaturale e che ruotano attorno alle eterne contrapposizioni della nostra società: uomo-donna, intelligenza-stupidità oppure amore-odio. Un’artista all’apparenza cinico e moralista ma dannatamente coinvolgente.

Le opere in mostra:

Consulto-olio su tavola-cm.39,5x54,9-anni '50-'60

 

Due volti-olio su cartone telato-cm.40x20-anni '80

 

Figure con soldati-olio su tela-cm.50x60-1964

 

Figure-olio su cartone telato-cm.25x30-1970-74

 

Figure-olio su compensato-cm.27,4x39,6-anni '70

 

Figure-olio su tavola-cm.39,5x55-anni '80

 

Figure-olio su tela-cm.40x50-anni '80

 

Figure-olio su tela-cm.40x60-anni '70

 

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